V domenica tempo ordinario – anno B

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore

Siamo lebbrosi, Signore, troppo spesso ignari di esserlo se non per l’effetto che ne consegue: emarginati che emarginano.
Si, perché la lebbra del peccato non solo ci chiude nel nostro isolamento ma allontana anche gli altri.
E cosa non fa il “sospetto” d’un presunto contagio di male per denunciare e allontanare.
Ma tu, Signore, continua a pararti sulle nostre strade…anzi, accendi in noi quell’inquietudine che ci mette in “moto” per venirti a cercare e chiederti di guarirci.
Donaci la “volontà di volerlo” senza mai dubitare che tu lo voglia e lo possa, anche nonostante i tumori che affiggono la nostra anima assai più del corpo; nonostante le pustole esecrabili che ci rendono non amabili; nonostante le piaghe che continuamente rinnoviamo col nostro scegliere male oltre che cadere nel male.
Tutto tu puoi, se davvero siamo noi a volerlo!
Troppo spesso, infatti, tu vuoi la nostra guarigione, ma non la vogliamo veramente noi.
Sana, perciò, la nostra volontà prima che la nostra “infermità”.
Tendici la mano perché la volontà sia curata dalla tua prossimità e, toccandoci, sarà purificata da ogni ambigua connivenza col male. Poiché non c’è guarigione dall’isolamento e dall’emarginazione che possa compiersi senza il contatto, la relazione, l’amore che va oltre le barriere di ogni ragionevole “buon senso” o quelle imposte dalle ferite del male stesso.
Purificati dal tuo Amore, che non teme di sporcarsi le mani con le nostre impurità, sapremo noi pure tendere la mano ad ogni escluso della storia e toccarne le ferite dell’anima e del cuore.
Ti verremo dietro con “riconoscenza” vera, annunciando con la vita nostra – purificata e purificante – le meraviglie del tuo dono poiché “l’amore con l’amor si paga”. E facendo tutto per la solo gloria di Dio, potremo – come Paolo, tuo imitatore – essere noi stessi un esempio da imitare.

Amen