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Preghiera e Meditazioni

XXIX domenica del tempo ordinario – anno A

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Parola del Signore.

Quanto difficile discernere, Signore, ciò che è giusto da ciò che è comodo; quanto complicato avere quella sapienza salomonica che ci permetta di asserire la verità, senza scivolare nelle insidie degli oppositori o, peggio, nel compromesso che non scomoda nessuno; quanto faticoso saper leggere la storia senza pregiudizi e senza fermarsi alle apparenze.
Anche Israele – in terra d’esilio -, senza più fiducia né speranza per l’avvenire, dovette comprendere che tu solo – “unico Dio, fuori del quale non ve n’è nessun altro” – sai trarre il bene anche dalle situazioni segnate dal male; tu solo conduci la storia anche attraverso uomini che non ti conoscono, come Ciro re di Persia, perché tu conosci tutti e tutto disponi secondo il tuo volere (Is 45,1.4-6).
Concedici allora, o Signore, l‘intelligenza del tuo Spirito perché anche in questo nostro tempo travagliato, segnato da incertezze e paura, non ci lasciamo distogliere dal saper vedere, oltre il visibile, che tu conduci la storia, pure attraverso coloro che non ti conoscono e da cui non ce lo aspetteremmo.
Tu solo sei il Signore!
Concedici questo Spirito, che solo può farci sentire, anche nell’inquieto incedere del tempo, il nostro essere figli “amati e da te scelti”. Allora sapremo perseverare – pur sballottati dai venti contrari di questo complicato periodo – nel testimoniare “l’operosità nella fede, la fatica della carità e la fermezza nella speranza” contro ogni speranza! (1 Tess 1,1-4). Allora sapremo “risplendere come astri nel mondo tenendo alta la parola di vita” (Fil 2,15-16); anzi sapremo dare al mondo la tua stessa immagine scritta nei nostri cuori, come quella di cesare era sul conio della moneta del tributo!
Infatti quel che “appartiene a Cesare” è ben riconoscibile in questo mondo, ma non altrettanto chiaramente appare ciò che “appartiene a Dio”. Perdonaci se tanto spesso abbiamo offuscato la tua immagine invece che farla splendere sui nostri volti, con la credibilità della nostra vita.
Donaci di appartenere sempre più a te, rendendo al mondo quanto è suo, senza connivenze, compromessi, o ambiguità.
Il vangelo continuerà a diffondersi “non soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione” (1 Tess 1,5).

Amen