XVIII domenica del Tempo Ordinario – anno C

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Parola del Signore.

Quanti affanni, Signore; quali e quante preoccupazioni, angosce e notti insonni, appesantiscono i giorni della nostra vita. Fatichiamo, ci affanniamo, ci procuriamo con le nostre mani fastidi penosi, e per che cosa? Ma quanto, tutto ciò, viene da legittime aspirazioni di bene e quanto non deriva dall’affanno per il nostro vano desiderio di possesso, per cupidigia, per “vanità”?
Che profitto ne traiamo?
“Vanità dì vanità” – ci ricorda oggi Qoelet 1,2;2,21-23.
Eppure abbiamo bisogno, Signore, di tante cose perché la vita non sia gravata. Infatti se la povertà è libertà, la miseria è schiavitù. Se non possiamo scegliere la sobrietà, se non ce la libertà di volere l’essenziale e non tanto il necessario, tutto può trasformarsi in oppressione.
Quale strada percorrere allora, o Maestro, perché il cuore non sia appesantito da preoccupazioni vane ma neppure imprigionato da iniqua miseria?
“Arricchire davanti a Dio e non per se stessi”! E se, per arricchire noi stessi, è necessario possedere, per arricchire davanti a Dio è fondamentale donare.
Donaci perciò, Signore Gesù, il discernimento per comprendere che via da percorrere – dell’avere o del dare – per essere nella vita. E, dopo averlo fatto, dacci la forza del tuo Spirito per essere rivestiti di te, uomo nuovo, così da vivere “cercando sempre le cose di lassù”.
Forse non avremo molto, a volte nulla, ma sicuramente avremo conseguito tutto…tutto quello che dona senso a questo viaggio nel tempo, verso Casa; non possedendo tesori – da lasciare con rammarico ad altri – ma divenendo un tesoro per quanti avremo la grazia d’incontrare.

Amen