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Preghiera e Meditazioni

XVII domenica del tempo ordinario – anno A

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Parola del Signore.

Ci sono cose, Signore, che accadono e non lo avresti mai immaginato; altre che capitano pur senza che te le sia cercate…a volte brutte e a volte belle. Quelle brutte ti svuotano e ti impediscono di guardare, con lungimiranza, lontano sentendo che la vita – anche nel disagio – è grazia. Quelle belle ti riempiono di gioia e dischiudono percorsi, fanno immaginare strade possibili, muovono i passi della vita quasi fosse una danza!Ma come non essere in balia del destino crudele o fausto? Come essere protagonisti e non meri spettatori che subiscono il fato?Oggi ci riveli che una “cosa” capace di darci gioia esiste; essa ci è capitata, in parte, ma, al contempo, va pure cercata. È il tesoro inatteso e trovato fortuitamente nel campo; è la perla a lungo, faticosamente, cercata. Dono e responsabilità, questo è la fede. Essa è il tesoro, è la perla. La fede non come ideologia, concetti, dogmi, ma come “incontro” con una persona capace di darti quella gioia per la quale tutto il resto risulta trascurabile e facilmente rinunciabile.Tu sei il tesoro che – accidentalmente per noi ma non per te – ci sei capitato “tra i piedi” mentre con fatica lavoravamo la terra del campo. Un campo che spesso ci vede più mezzadri che padroni ma che dobbiamo decidere di far nostro “in toto” pur di possederti. Quante volte vorremmo prendere il tesoro senza acquistare il campo, godere della gioia senza la fatica del rinunciare a tutto il resto per averla. Immagino quel contadino che per un attimo, con circospezione, si sarà guardato intorno con la tentazione di impossessarsi del tesoro senza dover comprare il campo. Invece torna a seppellirlo e acquista la terra che sa lo contiene.Insegnaci, Signore Gesù, a prendere tutto il campo della vita, che ti contiene, e non solo quel che ci piace. Insegnaci anche a vedere che l’intero campo è pure la Chiesa stessa…Tu, Signore Gesù, sei la perla preziosa a lungo cercata, anche quando non ne siamo consapevoli perché “ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (sant’Agostino). Quella perla per cui dar via tutto il resto e farlo, pieni di gioia, perché tu sei la Gioia irrinunciabile e intramontabile. Eppure, come mai non godiamo di questa gioia – inattesa o cercata che sia – e ci sentiamo più gravati che grati?La risposta parrebbe nella terza parabola odierna che associ al tesoro e alla perla: la rete gettata nel mare che raccoglie ogni genere di pesce, buono e cattivo. Spesso non sappiamo gioire per le nostre impazienze; per il nostro volere solo il buono della vita, senza dover portare il peso anche del cattivo che può contaminarla; per il non lasciare a te, ed al tempo opportuno, l’epurazione di quel che non vorremmo, limitandoci adesso ad abbracciare tutto come una rete che tutto raccoglie e nulla disperde…Gioia dello scoprirti, gioia del trovarti, gioia dell’unire tutto per te: donaci questo,Signore Gesù!Saremo noi pure un tesoro e una perla preziosa per quanti incontreremo, tanto più se – nella rete del regno – ci toccherà stare al fianco di pesci cattivi pur avendo cercato di vivere da buoni pesci con l’esser stati resi “conformi alla tua immagine” (Rm 8,30).Donaci la sapienza per saperlo chiedere, la volontà per impegnarci a realizzarlo, la grazia dello Spirito per esserlo, consapevoli che “che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno” (Rom 8,28). Che tu, Signore, ci ami e ci abbia scelto è inequivocabile…ma noi, ti amiamo?

Amen