XI domenica del tempo ordinario – anno B

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Parola del Signore.

È sempre sconcertante vedere, Signore, accostate la grandezza di categorie come il Regno, o l’onnipotenza divina, con le piccole cose attraverso cui Dio agisce. Gli alberi della foresta, altezzosi o superbi per l’imponenza della propria statura, e il ramoscello staccato dal cedro del Libano per essere trapiantato sulla cima di un monte; essere collocato in alto non per la sua statura – se non in divenire – ma per la collocazione che tu gli doni…
imparare a crescere abbracciando la via dell’umiltà.
Riconoscere e accogliere la propria umiltà così da diventare tanto “grandi” da accogliere l’intero panorama degli “uccelli del cielo”. (Cfr. Ez 17,22-24).
Quella stessa umiltà che il tuo vangelo esalta e che quanti si esaltano, in questo mondo, non conoscono.
Donaci, Signore Gesù, di comprendere, facendola nostra, la logica di Dio, sentendo che la grazia ci supera sempre in abbondanza. Ci supera, precedendoci a tal punto che non possiamo che restarne stupefatti; “dormiamo o vegliamo”, la grazia – se veramente accolta – cresce e fruttifica, spesso malgrado noi pur non senza noi!
Donaci di conformarci a questa logica, sapendo scegliere ciò che è piccolo e apparentemente trascurabile in questo mondo, affinché sappiamo coltivarlo con pazienza, dedizione, spirito di sacrificio fino a vederlo diventare “grande”.
Salvaci dall’umano competere che, troppo spesso, ci porta a cercare di essere graditi agli altri piuttosto che l’esser graditi a Dio (cfr. 2Cor 5,6-10). Aiutaci a motivarci passo dopo passo, nel compiere il bene, con la consapevolezza che dovremo un giorno comparire dinanzi a te: beati noi se lo potremo fare con mani piene di copiosi frutti!

Amen