Veglia di Pentecoste – anno C 2022

Pregando la Parola

Signore, quanto regna ancora la Babele dei cuori, più che delle lingue, in mezzo a noi. Non sappiamo comprenderci e questo perché continuiamo a volerci “innalzare fino ai cieli”, ergendoci al di sopra di tutto e tutti, orgogliosi e presuntuosi nel voler giudicare gli altri piuttosto che valutare e cambiare noi stessi.
Manda il tuo Spirito perché sappia farci comprendere che il Cielo vero si raggiunge solo sapendoci abbassare verso gli altri; sapendoci mettere – come hai fatto tu, nel farti carne come noi – nei “panni” altrui; sapendo accogliere l’altro in noi piuttosto che volerlo sovrastare o, peggio, umiliare sotto di noi. Allora, pur parlando lingue diverse, sapremo comprenderci con l’unico linguaggio dell’amore che “tutto scusa, tutto crede, tutto sopporta”.
Signore, manda il tuo Spirito perché scriva questa legge dell’amore non su tavole di pietra – come nella prima alleanza – ma nell’intimo dei nostri cuori, altrimenti ben più duri della pietra stessa. Come scendesti sul Sinai rendendolo rovente per la tua divina presenza, la discesa del tuo Spirito di santità infiammi la nostra esistenza, altrimenti tiepida se non gelida d’amore. L’osservanza della legge non sarà più un gravame da compiere per testimoniare l’amore, ma il sentirci amati ci renderà osservanti la tua parola come testimoni credibili.
Signore, troppo spesso ci troviamo a vivere in valli di morte, cosparse di ossa aride, eppure proprio lì vuoi fare di noi profeti che non si scoraggiano, non si abbattono, non disperano ma sono pronti ad annunciare parole di vita. Il tuo Spirito ci renda profeti di quella vita che regna quando regna l’unità; profeti che non solo dicono, ma realizzano quanto annunciato con la medesima credibilità della perseveranza.
Signore, non sappiamo conciliare le diversità e spesso le trasformiamo in differenze che lacerano e separano piuttosto che arricchire con la varietà dei molti. Donaci il tuo Spirito perché sappiamo conciliare assieme le sensibilità di ognuno, la storia di ciascuno e la peculiarità di tutti in quell’armonia che mette assieme giovani e vecchi, schiavi e liberi, e persino santi e peccatori. Allora le visioni dei vecchi ed i sogni dei giovani troveranno sintesi nel camminare assieme sulla medesima strada, pur con diverso passo.
Signore, “nella speranza siamo stati salvati” eppure, questa virtù bambina – come la descriveva Charles Peguy – che porta per mano la fede e l’amore, sue sorelle maggiori, non sempre è capace di trascinarci avanti negli orizzonti di Dio Padre. Effondi, allora, il tuo Spirito perché rinvigorisca le nostre braccia cadenti e irrobustisca le nostre ginocchia vacillanti: sapremo sperare ciò che ancora non vediamo e anelare quanto promesso.
E se tutto questo ci parrà impossibile per le nostre forze, lo Spirito ci ricordi che nulla è impossibile a Dio!
Unica condizione, aver desiderio di abbeverarci alla tua fonte. “Chi a sete, venga a me e beva” ci ricordi. Lo Spirito ci faccia sentire l’arsura della tua Grazia, onde non restare aridi e vuoti.
Finché custodiremo il desiderio di te, l’anelito della tua amicizia, la volontà del discepolo, lo Spirito farà di noi creature nuove per un mondo nuovo rinnovato nell’amore!

Amen