Santissima Trinità – anno C 2022

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore.

Quante volte, Signore, cerchiamo di capire la realtà col solo uso della razionalità e, così, tutto sembra essere complesso, complicato, fino a non essere capaci di “portarne il peso”. Invece la via non è capire, forse, ma “comprendere”, prendere dentro di sé, accogliere…
Ecco perché anche il nostro tentativo di investigare sul mistero della Trinità stessa, rischia di essere esercizio speculativo; bello, significativo, ma poco incisivo per la vita stessa. Una investigazione che rischia di essere un fardello di cui non siamo capaci di portare il peso. Ecco perché, Signore Gesù, ci hai promesso il dono dello Spirito Santo. È lo Spirito che ci conduce dentro una esperienza che è comprensione d’una realtà d’amore che si capisce solo vivendola e si vive soltanto lasciandosene prendere dentro. In fondo, non è così per tutte le nostre relazioni umane? E non dovrebbe esserlo anche con quelle divine?
Finché si osservano le cose, le persone, la realtà dall’esterno, non si può che averne una visione parziale e, spesso, meramente intellettuale. Ma la conoscenza piena esige l’esperienza. È come poter descrivere il mare senza mai tuffarcisi dentro. È come guardare Dio senza mai immergersi in Lui.
Donaci, Signore, una rinnovata e continua effusione del tuo Spirito affinché ci immerga nella vita divina, che è amore, cosicché possiamo conoscere Dio come siamo conosciuti e amarlo così come siamo amati. Scopriremo che la verità, abitando il cuore, eleverà l’anima agli orizzonti divini e la mente vedrà ciò che altrimenti resterebbe precluso al nostro sguardo miope – se non obnubilato dal peccato – e tutto diverrà grazia. Anche la fatica o le prove della vita, consapevoli che “la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza” (Rm 5,5).
Donaci, oggi e sempre, di gustare quell’amore riversato in noi, col dono del tuo Spirito, così da approdare al saper riversare tutto in Dio. Dall’Amore usciti, all’Amore approdanti, divenendo quotidianamente amore col nostro amare!
Sebbene non avremo capito la Trinità, saremo divenuti trinitari con l’esser presi dentro la vita stessa della Trinità.

Amen