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Preghiera e Meditazioni

IV domenica nuovamente a “mensa” – Corpus Domini

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore

Si vive per mangiare o si mangia per vivere? Quanto mai attuale questa domanda, Signore, vista la situazione storica vissuta e non conclusa. Certamente tutti diremmo che si mangia per vivere eppure, visti i “santuari” moderni dove il dio consumo non ha mai visto carenza di “fedeli” – neppure in piena pandemia -, dovremmo constatare drammaticamente il contrario. E pure le nostre chiese chiuse per l’Eucarestia ma non per le mense dei poveri, ci interpellano… È vero che la nostra Carità sgorga dall’Eucarestia, ma il non poter farla confluire in essa, forse, ci ha “privato” di qualcosa. È vero che per molti è stato un tempo di fede, di preghiera domestica, di nutrimento della Parola, ma per tanti solo un’astinenza più o meno patita. Allora celebrare la festa del tuo Corpo e Sangue, Signore Gesù, dovrebbe restituirci un gusto che forse abbiamo perso e che, ancora per troppi, non è necessario. Si affollano i negozi, si popolano i ristoranti, si riempiono le piazze e giardini, ma si disertano ancora le chiese… Abbiamo dimenticato che se per vivere occorre mangiare, anche lo spirito va nutrito? Abbiamo dimenticato che per essere un solo corpo dobbiamo nutrirci di un solo Pane (1Cor 10,17)? Abbiamo dimenticato che per essere Chiesa, tuo mistico corpo, dobbiamo fare l’Eucarestia perché è l’Eucarestia che ci fa Chiesa (cfr. Henri de Lubac)? Forse, ascoltando le parole già di Mosé al suo popolo, dobbiamo confessare che l’uomo è malato di dimenticanza, che non solo non sappiamo ricordare ma neppure fare memoria. La memoria ci permette di sapere da dove veniamo cosicché possiamo comprendere dove vogliamo andare e, per raggiungerlo, abbiamo necessità di nutrirci. Senza nutrimento non abbiamo energia, forza, per muover alcun passo. Aiutaci, Signore, a fare memoria della storia, delle umiliazioni che ci ha inferto; a capire che – in ogni vicenda – sei tu che ci “saggi il cuore” ma solo perché, reso appetibile nell’amore, possa diventare cibo per gli altri assieme a te; aiutaci a sentire i languori della fame vera, che si ergono non dal ventre ma dall’anima; a sentire la sete dell’acqua viva scaturita dalla roccia del tuo cuore, cosicché possa sgorgare pure dal nostro seno per tutti i diseredati e afflitti della società. Allora anche la Carità sarà vera e non semplice solo filantropia o beneficienza. Donaci di desiderare non solo il cibo che perisce ma, almeno al suo pari, quello che dona la vita eterna. E davanti all’asprezza dell’incomprensione del mondo oggi, come allora “dei Giudei”, facci essere testimoni del fatto che senza di te non possiamo vivere: “sine dominica non possumus” (mai senza Domenica), come proclamarono con la vita i martiri di Abitene. Donaci di sentire sempre che chi mangia di te, Signore Gesù, non solo vive della tua vita ma “vive per te”. Troppo spesso fingiamo di vivere d’altre cose e, molto più, ci spendiamo per ciò che vita non è. Donaci, insieme a te, d’essere pane spezzato per la fame d’amore del mondo.

Amen