Pentecoste 2021

Pregando la Parola

Signore, ancora viviamo in un mondo dove, ambizioni e cupidigia, ci portano a volere conquistare il cielo piuttosto che raggiungerlo sulle ali dello Spirito. Forse non ci facciamo più mattoni con calce e bitume ma, altrettanto alacremente, mettiamo a punto tecniche per espandere il nostro orgoglio piuttosto che elevarci col percorrere la via dell’umiltà che tu ci hai dischiuso.
Per questo non sappiamo ancora parlare un unico linguaggio comprensibile a tutti.
Manda il tuo Spirito perché bruci ogni orgoglio e vanagloria, rendendoci capaci di parlare l’unica lingua comprensibile pure ai sordi e ai muti: l’Amore!
Signore, ancora troppo viviamo di buone intenzioni e scarsi risultati. Abbiamo volontà flaccide che ci rendono inconsistenti nel realizzare quello che dovremmo per essere una sola famiglia umana. Diciamo di “voler fare” ciò che comandi – come il popolo d’Israele – ma poi facciamo quel che vogliamo, scegliendo le vie facili piuttosto che quelle giuste perché ancora non sappiamo accettare che non si può salire – il santo monte come i crinali della vita – se non a prezzo di sacrificio come hai fatto tu.
Manda il tuo Spirito perché irrobustisca la nostra volontà e ci faccia volere quello che “Dio vuole” per noi, per la Chiesa, per il mondo: che “tutti siano una cosa sola”.
Signore, viviamo un tempo – oggi più che mai – segnato non solo dal dolore, dalle malattie e dalla morte, ma pure dalle logiche morte di morte. Siamo sparpagliati come le ossa inaridite nella pianura al tempo di Ezechiele. Non solo polverizzati dalla sofferenza ma pure parcellizzati dalla divisione di un tempo spesso morto. E non basta l’efficienza di compiere al meglio i propri scopi – come non bastava al profeta vedersi riassemblare i corpi frantumati – se non siamo animati dallo spirito di comunione che orienta l’energie verso l’orizzonte ultimo del nostro agire ed essere. Senza lo Spirito tutto volgerà, inevitabilmente, verso la fine con lo scorrere del tempo; con esso tutto sarà compiuto verso il “fine” del tempo: l’eternità.
Signore, viviamo una stagione in cui è difficile, per i nostri anziani, avere sogni e, per i giovani, avere visioni, come profetizzato da Gioele. Spesso la paura imprigiona gli “anziani” e la sfiducia scoraggia i giovani. Gli anziani – e non solo nell’età anagrafica, ma pure nell’essere adulti cui attengono le responsabilità del futuro della Chiesa come del mondo – sono prigionieri del passato, con le sue sicurezze acquisite, piuttosto che sognare il futuro, con le sue attese da conquistare. La paura trasforma la memoria in ricordo e il sogno in incubo.
I giovani sono gravati dall’ipoteca che abbiamo posto sull’avvenire e, cosi, non hanno più la fantasia per visioni future, per immaginare domani auspicabili.
Manda il tuo Spirito, Signore, perché ci renda una famiglia feconda dove, secondo ogni proprio ordine e stato, tutti si sentano parte di un destino comune da realizzare assieme, con la lungimiranza prudente degli anziani e l’impudenza passionale dei giovani.
Signore, attorno a noi – oltre che dentro noi – vi è una creazione che geme e soffre, non sempre nelle doglie del parto di una vita nuova da generare. Eppure siamo ancora spesso ciechi e distratti da volercene accorgere e, soprattutto, farcene carico. Dimentichiamo di poterci salvare solo assieme, sentendoci responsabili della casa comune che è il creato. Abbiamo violentato e non curato la creazione ed ora ne portiamo le conseguenze noi e i nostri figli dopo di noi, dai quali – pur scordandolo – abbiamo preso in prestito questo mondo.
Manda il tuo Spirito affinché ci renda responsabili dell’opera delle tue mani, dono prezioso da accogliere, custodire, arricchire e consegnare alle generazioni futuro…
Signore, quante aspettative, voglie, bramosie, appetiti, si muovono dentro noi ma pochi sono i desideri, gli aneliti, gli afflati per grandi orizzonti, progetti mirabili, missioni di “grande respiro”! Pur volendo esser appagati abbiamo perduto il gusto della ricerca, il valore del desiderio di quanto da compitezza alla vita…quel desiderio dell’acqua viva che sà rendere persino l’aridità una benedizione.
Tu, che sei “stato glorificato perché vi fosse lo Spirito”, continua ad effonderlo in noi perché noi pure possiamo “glorificarti” con una vita ebbra d’amore, testimoniando la speranza del Regno che la tua Pasqua ha inaugurato per sempre.

Amen