noneCarissimi parrocchiani,
fratelli e sorelle in Gesù, amici del nostro quartiere, salute e pace a tutti voi!

Lo scorso 16 gennaio abbiamo fatto memoria dei cinquant’anni trascorsi dalla nascita della nostra comunità parrocchiale, in questo quartiere di Talenti/Montesacro Alto, con tanti appuntamenti ai quali ci auguriamo abbiate potuto – in diverso modo e secondo le disponibilità di ognuno – prendere parte. La celebrazione liturgica col Vescovo Ausiliare Guerino Mons. Di Tora, nella data della “nostra nascita” come famiglia parrocchiale; la visita pastorale del Cardinal Vicario, Agostino Vallini, nell’anniversario della consacrazione della chiesa; la commemorazione della visita pastorale di papa Paolo VI, insieme a Mons. Rino Fisichella (presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione), e il ricordo della nascita della nostra scuola parrocchiale paritaria; momenti di incontro, festa, cultura e spettacolo…sono state tutte occasioni proficue per ringraziare il Signore per la vita che, tra gioie e dolori, ci ha concesso di condividere insieme. Ma, al contempo, poter ringraziare tutti coloro che, come pietre vive, si sono sentiti parte attiva della comunità, collaborando – nel poco o nel molto – alla sua crescita con dono di sé!

È bello fare memoria del passato perché, senza di esso, non possiamo ricordare da dove veniamo e neppure comprendere dove vogliamo andare nel futuro, impegnandoci a vivere alacremente nel presente.

Con questo spirito abbiamo cercato di vivere le celebrazioni per il giubileo parrocchiale del cinquantesimo di fondazione. Con questo spirito vogliamo ora – carichi dell’esperienza condivisa – guardare e progettare il domani della nostra comunità parrocchiale, pensando particolarmente a coloro che sono il futuro dell’umanità e della Chiesa: i ragazzi ed i giovani.

Per questo, il presbiterio e il consiglio pastorale parrocchiale hanno pensato di organizzare, con l’aiuto del Pontificio Seminario Romano Maggiore di Roma, un forte momento di “rilancio” della vita comunitaria e dell’azione pastorale nel nostro territorio. Come? Attraverso quell’esperienza che chiamiamo “missione parrocchiale”! Di cosa si tratta, direte voi, dal momento che, quando si parla di missione, si pensa subito ai paesi lontani del terzo mondo?

Nulla di tutto ciò! “Missione” è il modo stesso d’essere della Chiesa, mandata a portare nel mondo la gioia del Vangelo con la testimonianza della propria vita di amore fraterno. Tutti i cristiani sono missionari per definizione, sono portatori contagiosi di gioia – nonostante le tante difficoltà del tempo moderno – e amore, così come tanto spesso ci ricorda il nostro vescovo di Roma, papa Francesco.

Chi di voi, se ha una gioia che gli scoppia in petto, non sente la voglia di parteciparla, condividerla con gli altri? Se il nostro essere cristiani non ci “esplode” in petto come una felicità sorprendente, per aver trovato in Gesù il tesoro prezioso che dà valore all’esistenza, che cristiani siamo?

Magari saremo pure, più o meno, devoti e zelanti frequentatori delle messe domenicali o delle attività parrocchiali, ma non certo portatori di speranza in un mondo segnato dal cancro del pessimismo e umiliato dalla violenza dei malvagi, vicini o lontani che siano.

Il tempo della “missione parrocchiale” è un tempo per riprendere forza, coraggio, entusiasmo e passione per sentirci tutti partecipi – in modo comunitario – di questa vocazione connaturale all’essere cristiani, all’essere Chiesa. È un tempo per “sognare” un futuro nuovo in un mondo spesso vecchio e stanco, proprio per i nostri bambini, ragazzi e giovani…

Le tante iniziative che troverete in questo Programma della Missione Parrocchiale vogliono essere un’occasione di incontro, confronto, dialogo, ed ascolto per tornare a “prendere il largo” e veleggiare negli orizzonti di Dio…prendere il largo non sulle nostre povere forze di fragili uomini, ma sulla fiducia nella Parola del Signore Gesù che precede, accompagna e sostiene la nostra missione nel mondo e per il mondo.

…e se, al termine di questa lunga lettera di indirizzo, non avete compreso ancora di cosa si tratta la missione, è perché la vita non si può tanto raccontarla quanto viverla. Per cui, come diceva Gesù ai suoi discepoli, “vieni e vedi”.

noneIl Signore vi benedica,
il vostro parroco don Massimo,
il presbiterio, le Suore,
il Consiglio Pastorale
e tutti i Collaboratori parrocchiali.