IV domenica di Avvento – anno C

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce:
«Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Parola del Signore.

Vergine Madre,
tu che, pur non cogliendo pienamente le parole dell’annuncio di Gabriele,
comprendesti l’inestimabile grandezza
del dono della Parola
che si faceva in te carne,
e volesti corrispondere a si gran dono
col farti dono a tua volta,
concedici la stessa consapevolezza
che potremo ancora generare
la presenza del Figlio tuo, nel mondo,
solo col donare noi stessi
a somiglianza di Lui
che è venuto per farsi dono e sacrificio
secondo la volontà divina (cfr. Eb 10,5-10).
Rendici i passi svelti
nel raggiungere chi è nel bisogno,
e donaci di provare l’incommensurabile gioia
di far gioire gli altri,
mettendoci a servizio con quel che siamo,
certi che “vi è più gioia
nel dare che nel ricevere”.
Fà che la Parola prenda dimora nel cuore nostro,
cosicché noi pure sappiamo proferire parole
che facciano trasalire il cuore altrui.
Faremo, così, l’esperienza
dell’esultanza vera
nel trasmetterci reciprocamente
lo Spirito santo coi semplici gesti del quotidiano,
che non dice formule
ma dà forma ad opere nuove.
Allora vedremo ancora
risplendere la Luce
pure in mezzo alle tenebrose ore della storia, presente o futura che sia.
Con te, Madre,
saremo noi pure parte viva
di una Chiesa Madre
e non matrigna.

Amen