I domenica di quaresima – anno B

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Parola del Signore

Quale bellezza doveva avvolgere l’uomo in quel giardino primordiale, ove passeggiava con te, Signore, alla brezza della sera, senza l’agire iniquo di ogni forma di male?
Quale armonia si poteva respirare se uomini e bestie potevano convivere senza che nessuna forza volesse prevalere sull’altra, incutendo terrore e morte?
Eppure tutto s’infranse, si polverizzò, col peccato d’Adamo!
La vittoria del tentatore rese la vita “paradisiaca” degli albori, arida e inospitale come un deserto.
Per questo, Signore, sempre da esso hai voluto ripartire con l’uomo. E come Abramo dovette uscire da Ur dei Caldei e attraversare il deserto della spogliazione per divenire l’”amico di Dio”, così Israele dovette passare per il deserto della prova per diventare il popolo dell’Alleanza e giungere, rinnovato, alla terra promessa.
Per questo Osea parlava della “sposa” da ricondurre nel deserto perché potesse ascoltare la parola rivolta al suo cuore; per questo Isaia invitava a preparare una strada nel deserto, cosicché potessero tornare i deportati da Babilonia…
Per questo anche tu, Cristo Gesù, dovesti essere condotto dallo Spirito nel deserto per fare di noi non più delle sole “creature” di Dio; non più dei semplici “amici” di Dio; non più una “sposa”, talora infedele all’amore per Dio; non più degli “esuli” sulla via del ritorno, ma fare di noi i “figli di Dio” assieme a te!
Si, perché Dio ricrea sempre partendo da ciò che era apparentemente perduto, non occulta la colpa ma la redime!
La tua vittoria, Signore Gesù, nuovo Adamo ha nuovamente trasformato il deserto del mondo in un giardino di vita, ove persino la morte sará sconfitta.
Per questo la tua missione cominciò nel deserto e si concluse nel giardino del mattino di Pasqua, avendolo irrigato con l’effusione dell’acqua viva del tuo Amore scaturito dal tuo fianco squarciato sulla croce.
Fai di noi, Signore Gesù, dei collaborare della tua grazia, cosicché possiamo trasformare i tanti deserti che ci circondano – come quello che ci abita il cuore – in giardini armoniosi a partire dal nostro convertirci per primi.
Rendici capaci di ripartire, come te, dal “deserto”: dalle cose che abbiamo infrante, dai rapporti che abbiamo spezzato, dalle situazioni che abbiamo umiliato, senza occultare i nostri peccati, ma volendo redimerli coll’agire di grazia.
Facci comprendere che solo irrigando la storia a prezzo della vita nostra, sapremo veder rifiorire ogni aridità al di là di ogni umana possibile attesa o speranza plausibile.
Aiutaci a non far mai pagare agli altri le nostre aridità ma, per amore dell’Amor tuo, esser disposti a pagare noi stessi persino per le loro: sarà pace, sarà paradiso, sarà gioia…sarà Pasqua fin d’ora!

Amen