Epifania 2024

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore

Abbiamo veramente bisogno di “alzarci”, Signore, (cfr. Is 60,1) perché le nebbie fitte della storia spesso ci prostrano, come pure le tenebre del male ci abbattono, rendendo difficile percorrere il pellegrinaggio che è la vita.
Come sollevarci, Signore?
Come non sentirci alla deriva, brancolando nel buio senza una meta, uno scopo, per cui valga la pena mettersi in viaggio?
Come trovare qualcosa, o meglio qualcuno che faccia dilatare e palpitare ancora il cuore?
Donaci occhi per vedere la tua luce che brilla su noi e volontà per volercene rivestire cosicché tutto divenga luminoso, anche la caligine che dobbiamo attraversare. Allora saremo tanto raggianti non solo per noi stessi ma pure per quanti ti cercano; insieme potremo metterci in cammino verso di te: Stella del mattino che non conosce tramonto!
Concedici un’anima capace di volgere lo sguardo al Cielo e l’inquietudine per perseverare – specie nelle nostre “notti” – quando tutto pare spegnersi e persino la luce della fede pare oscurarsi se non spegnersi.
Rafforza i nostri passi con la serena fiducia che, nonostante siano i nostri passi a calcare la strada, è la tua mano a condurci verso la meta…proprio come lo fu per i magi venuti da Oriente.
Dacci la consapevolezza che non si può camminare in solitaria, pena smarrirci lungo l’impervio scorrere del tempo. E se, per la fatica del cammino, dovessimo sentirci disorientati, stanchi e feriti a tap punto che persino la speranza sembrasse venir meno, facci trovare nella tua Parola il coraggio di non arrenderci. Sentiremo rinascerci in petto la gioia, rivedendo la stella riaprirci la via. Infatti, quando mai potrebbe cessare di splendere su noi la tua luce?
Mai e poi mai, Signore amante della vita!
Se ci capita di non vederla è solo perché possiamo – per i dolori del viaggio – lasciare che il peso dei giorni ci faccia abbassare lo sguardo, oltre che curvare inevitabilmente le spalle sotto il fardello del male.
Facci perseverare sempre e comunque, sperando contro ogni speranza: giungeremo alla meta dove tu ci attendi.
E da ultimo ma non per ultimo, aiutaci ad aprirti lo scrigno del cuore, riconoscendoti nostro Re, Dio e Salvatore.
Un Re che merita tutto il nostro “oro”, perché non ci esautori di potestà ma ci concedi la facoltà segnare assieme a te, facendoci servi per amore.
Un Dio cui offrire tutto l’incenso della nostra preghiera, perché – elevandoci a te – con essa ci doni di spargere nel mondo la fragranza dell’amare.
Il Salvatore che non edulcora la realtà, proponendo effimeri traguardi, ma promette eternità con l’abnegazione della quotidianità vissuta con amore.
Donaci, infine, l’invettiva dell’Amore capace di aprire sempre nuove strade per rimetterci in “viaggio” fino all’incontro definitivo con te, dove tua Madre – e non solo la Chiesa di cui essa è figura – ci introdurrà alla gioia senza fine con la visione beata del Cielo.

Amen