Domenica in Albis – anno C 2022

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore.

Troppo facile biasimare Tommaso, semplice stigmatizzare la sua incredulità. Ma gli altri, i restanti Dieci, cosa avevano fatto? Avevano creduto, forse, alle donne di ritorno dal sepolcro? Non avevano scambiato il loro annuncio per “vaneggiamenti di donne”? Se non fosse apparso Gesù, in persona, avrebbero compiuto il balzo della fede? E allora di che stiamo parlando!
Certo, Signore, che poi tu – come in tutto il vangelo – abbia colto l’occasione per proclamare beata la fede di coloro che pur non avendo visto avranno creduto, è altra cosa.
Tommaso non è peggiore degli altri, noi però possiamo essere migliori di lui.
Eppure Tommaso sta dentro ciascuno di noi, lo dobbiamo confessare. Specialmente quando ci è difficile credere non tanto alla tua resurrezione quanto, piuttosto, alla possibilità che pure le piaghe nostre saranno trasformate, anzi trasfigurate.
Non ci è facile credere che la via della vita passa attraverso la porta stretta della croce.
Non ci è facile – oggi più che mai – credere che la pace si conquista attraverso le proprie piaghe e non le ferite inferte agli altri.
Sarà per questo che, in ogni tua apparizione pasquale, hai evocato la pace, suggellando questo augurio col mostrare le mani e il fianco lacerati dalla tua passione.
Non si può augurare, infatti, ciò che non si è disposti a fare, o meglio a donare, perché quanto augurato si compia anche attraverso la propria responsabilità.
Quanto diversa la tua dalla nostra pace. In fondo ce lo avevi detto nell’ultima cena: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo io la dò a voi” (Gv 14,27).
Allora, Signore risorto, in questo tempo che pace non ha, continua a mostrarti a noi che crediamo in te e soffia il tuo Spirito perché ci aiuti a percorrere la via di quella pace che ci hai conquistata a prezzo del tuo sangue. SoffiaLo su noi perché possiamo credere che anche ora si può raggiungere la pace se siamo disposti ad offrire, con te, le mani e il fianco al farsi vulnerabili per amore dell’altro.
Soffia il tuo Spirito perché ci faccia comprendere che non c’è pace senza perdono e non esiste perdono autentico se non siamo promotori di misericordia, offrendo quella che tu stesso riservi a noi.
Soffia il tuo Spirito perché possiamo credere che la pace non è una chimera, un’utopia, ma una strada percorribile ogniqualvolta ci apriamo all’altro, anche a prezzo del nostro sangue, pur di non restare “a porte chiuse” in noi stessi per mera paura.
Tommaso, fratello nostro amato, interceda per noi!

Amen