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Preghiera e Meditazioni

Domenica di Passione – anno B

Pregando la Parola

Eccoci, Signore Gesù, sulla soglia della Settimana Santa, pronti ad entrarvi con tutto il vissuto di questo tempo di fatica, dolore e travaglio. Siamo sul ciglio di questo tempo incerto come tu eri sul crinale del monte degli ulivi ma, forse, non abbiamo ancora compreso, come te, che la storia si può redimere solo abbracciandola fino in fondo, essendo pronti a berne ogni singola goccia, pur amara che sia, piuttosto che disprezzare la strada stretta della croce… Ancora troppo vogliamo – non certo con dichiarate intenzioni – toglierti di mezzo perché ti percepiamo come un “ostacolo” al poter vivere la vita come fosse solo una piacevole festa (Cfr. Mc 14,2). Aiutaci a sentire il grande amore del Padre che non ti ha risparmiato, ma ti ha donato perché chiunque crede in te abbia la vita eterna” (cfr. Gv 3,16). Allora sapremo fare davvero, della vita, una festa per l’Amore accolto e donato… Quell’amore gratuito che, solo, ha il gusto di Dio e che ben comprese la donna in casa di Simone il lebbroso (cfr. Mc14,3). Quanta premura nello scegliere non un vaso qualunque ma bello, come poteva esser quello in alabastro; quanto dispendio per acquistare quel preziosissimo e purissimo nardo; quale generosità nel dare senza nulla trattenere, “rompendo” inesorabilmente il vaso perché tutto fosse versato. L’amore è veramente uno “spreco”…almeno allo sguardo di coloro che amare non sanno (cfr. Mc 14,4). E perdona anche noi per tutte le volte che strumentalizziamo i poveri, evocandoli a copertura delle nostre incapacità di donare veramente. Quante elemosine fatte solo per sentirci buoni, Signore! Serviamo i poveri o ci serviamo dei poveri? Chissà che non sia per questo che oggi, pur investendo tante energie a servizio dei poveri, si sia perso il buon profumo del Vangelo che tanto lodasti in quella donna e profetizzasti avrebbe accompagnato la Sua proclamazione per il mondo? (cfr. Mc 14,9). Eppure, iniziando la grande Settimana, o Maestro, non possiamo esimerci dal porci innanzi a te, “modello che il Padre ci ha dato perché ne seguiamo le orme” e chiederci: “Perché sono cristiano?” Beati noi se sapremo rispondere: perché abbiamo veduto, in te, l’amore incondizionato del Padre! …e, vedendolo, abbiamo creduto che valga la pena seguire le tue orme, il tuo esempio, per sentir crescere in noi la serena fiducia che abbandonandoci alla volontà del Padre – pur quando sia dura o incomprensibile – possiamo sentire l’abbraccio di Dio che ci strappa da qualsivoglia situazione di morte.
Allora la nostra vita “spezzata”, versata, donata, sarà profumo d’amore che vince ogni fetore di male, di peccato e di morte!

Amen