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Preghiera e Meditazioni

69° giorno di “digiuno” – Sabato V settimana di Pasqua

Con speranza, verso la Luce Pasquale

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato»

Parola del Signore

Prendere consapevolezza, Signore Gesù, che siamo nel mondo senza essere del mondo è al contempo fonte di gioia e di “trepidazione”. Gioia perché ti apparteniamo, siamo tuoi. Trepidazione perché questo ci attirerà – secondo la tua Parola – l’odio del mondo. A chi piace essere odiato? E, oltretutto, venire odiato non per un modo di agire riprovevole o modo bieco di essere, ma per essere “tuoi”, per essere giusti del tuo modo d’essere Giusto, per cercare di compiere il bene e cercare di vincere, con esso, il male. In altre parole essere odiati perché come te, pronti a servire gli altri, piuttosto che servirsene come fanno le logiche mondane; essere come te umili, invece di ergersi su tutto e tutti per primeggiare; essere e restare miti e mansueti, pur circondati dall’arroganza di quanti alzano la voce per farsi valere. Mantenersi, con te, operatori di pace, invece che lasciarsi trascinare nella prepotenza di chi vuole imporsi sugli altri con la forza. Restare poveri in spirito, vincendo il lusinghiero miraggio del benessere delle cose come delle umane sicurezze. Voler essere, come te, misericordiosi – avendo il cuore aperto -, piuttosto che chiudersi nel risentimento e nel disprezzo. Cercare la giustizia della carità che tutto scusa, tutto

Prendere consapevolezza, Signore Gesù, che siamo nel mondo senza essere del mondo è al contempo fonte di gioia e di “trepidazione”. Gioia perché ti apparteniamo, siamo tuoi. Trepidazione perché questo ci attirerà – secondo la tua Parola – l’odio del mondo. A chi piace essere odiato? E, oltretutto, venire odiato non per un modo di agire riprovevole o modo bieco di essere, ma per essere “tuoi”, per essere giusti del tuo modo d’essere Giusto, per cercare di compiere il bene e cercare di vincere, con esso, il male. In altre parole essere odiati perché come te, pronti a servire gli altri, piuttosto che servirsene come fanno le logiche mondane; essere come te umili, invece di ergersi su tutto e tutti per primeggiare; essere e restare miti e mansueti, pur circondati dall’arroganza di quanti alzano la voce per farsi valere. Mantenersi, con te, operatori di pace, invece che lasciarsi trascinare nella prepotenza di chi vuole imporsi sugli altri con la forza. Restare poveri in spirito, vincendo il lusinghiero miraggio del benessere delle cose come delle umane sicurezze. Voler essere, come te, misericordiosi – avendo il cuore aperto -, piuttosto che chiudersi nel risentimento e nel disprezzo. Cercare la giustizia della carità che tutto scusa, tutto crede e tutto sopporta, invece che perseguire la giustizia retributiva o del “taglione”. Potrebbe mai amare il mondo un modo d’essere e di agire così antitetico al suo? Impossibile! Per questo ci aiuti ad esserne consapevoli, a prenderne coscienza, e restare nella pace; pronti ad affrontare anche l’incomprensione, se non la persecuzione, del mondo stesso. Donaci di ricordalo sempre che “un servo non è più grande del suo padrone” perché non abbiamo a perseguire strade dissonanti dal vangelo stesso. Piuttosto perdonaci se, troppo spesso, non amando essere “odiati” per il bene compiuto, per le opere buone realizzate, abbiamo cercato e cerchiamo di perseguire la via del compromesso. Quella “via” tipica del quieto vivere, diventando irreparabilmente e sconvenientemente “tiepidi”. Non freddi, come il mondo, e non caldi d’amore come te, o Maestro. Siamo tiepidi, un poco del mondo e un poco tuoi, a seconda delle situazioni, delle opportunità e delle convenienze…un po’ tenebra e un po’ luce. Perdonaci, Cristo Gesù! E facci comprendere che, se il mondo ci ama, significa che non siamo tuoi. Concedici la forza di perseverare uniti a te, come tralci alla vite, e di saperci rallegrare per il duro prezzo della fedeltà piuttosto che doverci commiserare per l’assai peggiore scotto dell’incongruenza. Saremo pure odiati dal mondo, ma amati da te e dal Padre. E come passa il mondo passeranno pure le persecuzioni ma, come Dio solo resta, resterà l’Amore che avremo ricevuto e donato come discepoli fedeli, come servi prudenti e amministratori saggi.

Donaci il tuo amore, Signore: in te speriamo!
Amen