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Preghiera e Meditazioni

68° giorno di “digiuno” – Venerdì V settimana di Pasqua

Con speranza, verso la Luce Pasquale

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore

Quasi fosse un “mantra”, la liturgia ci ripropone oggi lo stesso vangelo di ieri….Necessità urgente ed essenziale per imparare ad amare! “Io amo, tu ami, egli ama, noi amiamo…” Quanto facile, Signore, declinare il verbo amare ma quanto difficile porlo in atto veramente come “azione” compiuta, realizzata. Abbiamo trasformato, se non umiliato, la parola “amore”, inflazionandola e rendendola spesso vuota parola da rotocalco o talk show. Ma l’amore non si dice, si fa…si pone in essere, si deve compiere perché sia veramente tale. Un amore fatto di parole e non di fatti, non s’è fatto veramente! Per questo, Signore Gesù, ci ricordi che per amarti occorre conoscere quanto ci riveli e compiere il tuo comandamento. E perché mai? Perché l’amore s’impara; procede sempre da una sorgente che ci crea, ci vuole, ci conquista e trasforma…e così procedere verso gli altri, voluti, conquistati e trasformati attraverso il nostro stesso amarli. Insegnaci, dunque, l’arte d’amare, o Maestro! Insegnaci ad ascoltare per comprendere e fare nostro il tuo comandamento e, conoscendolo, essere conquistati dall’Amore stesso. Una modalità d’amare che possiamo apprendere solo restando alla scuola dell’Amore: “come il Padre ha amato te, tu hai amato noi” perché noi ci possiamo amare vicendevolmente come tu ci ami (cfr. Gv 15,9). Donaci l’umiltà – dei discepoli, tuoi amici, e non dei servi – per non sentirci mai all’altezza di quest’istruzione divina, mai “arrivati” ma sempre in divenire, come fosse il primo giorno in cui tu ci hai scelti e costituiti. Concedici di custodire lo stupore e la commozione per questa tua “predilezione” che non ha nessun merito nostro. Allora impareremo veramente a vivere l’amore senza condizioni o riserve verso alcuno, pieno compendio dell’osservare il tuo comando, sia nei giorni in cui la nostra barca viaggia su rotte tranquille come quelli in cui cerca di districarsi tra le tempeste della storia. Aiutaci a fare memoria, Signore, della tua mano forte che ci ha salvato dall’affondare in acque oscure, magari per la nostra poca fede davanti alle avversità della vita. Fare memoria per confidare sempre e solo in te, che ci hai costituiti per andare e portare frutto. Ecco questo modo di amare che si spende, si consuma, si offre, si sacrifica per amore degli altri – con la tua forza, in cui tutto possiamo (Fil 4,13) – vogliamo costantemente scegliere ed abbracciare, da ora e per sempre, per rimanere in te.

Donaci il tuo amore, Signore: in te speriamo!
Amen