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Preghiera e Meditazioni

67° giorno di “digiuno” – Giovedì V settimana di Pasqua

Con speranza, verso la Luce Pasquale

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore

Nella festa di san Mattia – associato al collegio degli Apostoli tramite sorteggio, per sostituire Giuda Iscariota – ci ricordi, Signore, che a noi pure è capitata la “sorte” di essere tuoi amici. Una fortuna ben più grande di ogni vittoria del terno al lotto… Tu hai scelto noi, non viceversa! Ma se l’essere tuoi amici non è dipeso da noi, non può che dipendere da noi il “rimanere” nell’amore che abbiamo ricevuto in dono. Come? Trasmettendolo! Tu pure rimani nell’amore del Padre donandolo a noi. Come il Padre ti ha amato, infatti, così ci hai amati. L’amore è dinamismo; non si arresta, non si conserva, ma si custodisce, si alimenta, mettendolo in circolo, a tal punto che ogni amore non dato è amore rubato. In che modo? Osservando il tuo comandamento, con l’amarci vicendevole come tu hai amato noi. Solo così non saremo più servi e neppure soltanto tuoi amici, ma potremo essere annoverati “nel numero degli eletti”. Rendici consapevoli, in ogni istante, che se ci hai scelti senza merito, non perveniamo alla salvezza senza la nostra partecipazione. Gratuitamente abbiamo ricevuto questo dono dell’amore, gratuitamente dobbiamo donarlo col nostro amare. Un amore che rende capaci, come te, di dare persino la propria vita pur di non perdere coloro che si vuole e si deve amare. Concedici di conoscere sempre questa verità, così da poterne gioire pur quanto tutto diventa faticoso, ostile e persino avverso. Che la tua gioia ci renda pienamente gioiosi nel rimane in questo circolo d’amore che, uscito dal cuore del Padre, fruisce verso il Padre, riportando a Lui tutto il creato. Allora la nostra vita avrà portato frutto e un frutto che resta per la vita eterna. Quando ci sembrerà arduo osservare il tuo comandamento, quando amarci vicendevolmente alla tua maniera sembrerà sovrumano, quando ci parrà impossibile dare tutto di noi – specie per chi c’è ingrato o non ci piace -, ricordaci che tu ci hai scelti. E se ci hai “costituiti per portare frutto”, non farai certo mancarci la grazia necessaria perché l’amore non sia chimera, illusione od utopia, ma vita vera, realtà compiuta.

Donaci il tuo amore, Signore: in te speriamo!
Amen