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Preghiera e Meditazioni

66° giorno di “digiuno” – Mercoledì V settimana di Pasqua

Con speranza, verso la Luce Pasquale

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli»

Parola del Signore

Non piacciono i “tagli”, Signore, mai! Sebbene vi siano tagli e tagli, da principio non si accettano di buon grado. Solo il loro “fine” ci aiuta ad affrontare il peso. Infatti un conto sono i tagli in vista della “potatura”, altro sono quelli operati per epurare la vite da tralci infruttuosi. Accoglierli esige credere che l’agricoltore sappia il fatto suo e ogni taglio è fatto col discernimento giusto in vista del bene. E se, portare frutto, dipende dal nostro rimanere in te, aiutaci a credere che i tagli, a cui il Padre ci sottopone, sono per il nostro bene e un maggior frutto di tutta la vite. Concedici la fede necessaria per leggere gli eventi della storia come provvidenziali tagli per il bene nostro e altrui… Avremo quella fede che ci consente di “rimanere” uniti a te, Signore, per portare frutto qualunque cosa accada. “Rimanere”: verbo che parla di costanza, di fedeltà ad un dono ricevuto prima ancora di ogni qualsivoglia impegno da porre in atto. Sei tu che ci hai scelto e uniti a te, anzitutto, come tralci della vite che tu sei. Sei tu ad averci legati a te perché vuoi rimanere in noi; a noi chiedi di rimanere in te. In questo mondo dove tutto cambia rapidamente; in questo tempo, diventato ancora più precario e incerto per questa pandemia, tu ci parli di fedeltà, di costanza. Allora donaci la gioia del perdurare, del rimanere, della fedeltà, senza rincorrere la velleità di novità apparentemente più appetibili. Rimanere per portare frutto: promessa di fecondità della vita, la tua, Signore Gesù in noi. Cartina al tornasole per verificare dove siamo. Infatti ogni nostra sterilità non rivela altro che il non esser più in te, Cristo Gesù! Donaci l’ascolto fecondo della tua Parola, il suo radicamento in noi, per rimanere radicati in te e, potati dal Padre, portare un frutto che sia a gloria di Dio più che nostra.

Donaci il tuo amore, Signore: in te speriamo!
Amen