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Preghiera e Meditazioni

41° giorno di “digiuno” – Sabato nell’Ottava di Pasqua

Con speranza, verso la Luce Pasquale

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

Parola del Signore

Un’intera settimana, Signore, vissuta alla luce della tua resurrezione, come fosse un solo giorno, ed il vangelo di oggi ci consegna quasi un riassunto “sintetico” dei fatti. Eppure, su tutto, emerge con prepotenza il dato dell’incredulità! “Stolti e tardi di cuore” questi tuoi discepoli, ora come allora… Non basta sentir dire, non è sufficiente conoscere per credere, occorre fare esperienza di te vivente. Anche nel raccontare altrui è necessario incontrarti come reale. La testimonianza dovrebbe far apparire, oltre il testimone, il Testimoniato! Ma pure in questo è necessario che, chi ascolta la testimonianza, sia disposto ad accoglierla, togliendo le barriere della paura e dell’incertezza – proprio come noi adesso -. Rimproveraci pure, Signore risorto, per le nostre incredulità ma non cessare di palesarti anche in esse. Palesati mentre siamo a “tavola” anche noi, o meglio fa che le nostre celebrazioni eucaristiche siano veramente il “luogo” in cui ti manifesti, in cui possiamo riconoscerti nella parola e nel pane spezzato. A tavola cadano le nostre paure, le nostre incertezze, e diventiamo, a nostra volta, testimoni di te. Testimoni che annunciano la vita che sconfigge la morte “ad ogni creatura”. Quanto importante è comprenderlo, non trascurando che questo vangelo, questa buona notizia, non è solo per tutti gli uomini ma per tutto il creato. La tua resurrezione è un annunzio per ogni creatura, non solo per il genere umano! Perdonaci se troppo spesso lo abbiamo trascurato, continuando a violentare e crocefiggere l’opera della creazione che tu sei venuto a redimere tutta…non solo la nostra parte. Donaci la grazia di risollevare, assieme a te, il creato. Lo vediamo bene in questo tempo nel quale la natura ci fa scoprire, con forza travolgente, che siamo “parte di un tutto” chiamato all’armonia. Per troppo tempo, il delirio d’onnipotenza umano ci ha fatto comportare da padroni sul mondo piuttosto che esercitare la “signoria”, su di esso, a tua immagine: come servizio. Ci siamo serviti del creato fino a sfruttarlo, umiliarlo, mortificarlo. Ora, Signore risorto, dacci la grazia di vivificarlo con te, per te ed in te! Saremo veramente annunciatori di questa buona novella ad “ogni creatura”; lo saremo più che con le parole, non da tutti intellegibili, con l’operato delle nostre azioni.

Donaci il tuo amore, Signore: in te speriamo!
Amen