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Preghiera e Meditazioni

2° giorno di “digiuno”

Con speranza, verso la Luce Pasquale

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato»
Parola del Signore

È vero, Signore, quante volte ci siamo seduti a misurare gli altri, “mettendoci in cattedra” a puntare il dito. Un dito che si vuole pronto a caricare fardelli sugli altri, piuttosto che responsabile nello spostarli per noi stessi. Perdonaci…e aiutaci ad accogliere quanto, anche attraverso la storia, ci stai continuando ad insegnare. Oggi più che mai, ci stai insegnando il valore dell’assunzione di responsabilità personale. Oggi più che mai, le maschere del “voler sembrare”, dell’apparire, devono calarsi perché la fragilità della nostra condizione ci aiuti a fare verità su di noi. Quella verità, Signore Gesù, secondo la quale nessuno è maestro, ma tutti tuoi discepoli; nessuno è guida, perché tu sei nostro pastore; nessuno è salvatore di se stesso, poiché tu solo sei nostro rifugio e salvezza! Concedici di saper fare, oggi più che mai, della nostra vita un vero servizio; un dono nell’umiltà, che rende grandi con le piccole cose del quotidiano.

Donaci il tuo amore, Signore: in te speriamo!
Amen