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Preghiera e Meditazioni

3° giorno di “digiuno”

Con speranza, verso la Luce Pasquale

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore

Siamo proprio piccoli e meschini, Signore! Talora ci conforta vedere che siamo in “buona compagnia”, constatando come si comportavano pure i discepoli che ti ero scelto tu stesso… Magra ed inutile consolazione! Quanto spesso siamo così autoreferenziali da trascurare le cose importanti che tu ci dici, pensando solo a noi stessi e ai nostri piccoli progetti da gente piccola piccola. Come gli apostoli – mentre parlavi della salvezza da compiere col dono di te a Gerusalemme -, noi pure siamo intenti a realizzare i nostri scopi, invece che comprendere i tuoi per noi; siamo impegnati a concretizzare i nostri interessi, piuttosto che accogliere quelli che ci offri; siamo affannati nel vivere competitivamente, cercando di primeggiare, mentre dovremmo sentirci solidi e solidali gli uni con gli altri. Perdonaci, Signore… E chissà che il momento presente non ci faccia riscoprire che la nostra “grandezza” non sta nel metterci avanti agli altri, magari con raccomandazioni materne e non, ma nel porci al di sotto degli altri per sostenerli, supportarli, servirli nelle loro necessità. Donaci di saper alzare non il trofeo delle nostre vittorie di Pirro, ma d’assaporare insieme il calice dell’amore che tutto vince col sacrificio di sé. Aiutaci anche a non ricercare neppure seggi di gloria accanto a te, se non quelli che passano dal saperci annoverare al tuo fianco sul trono della croce. Insegnaci a non far scontare ad altri le nostre colpe, o la nostra avventatezza imprudente, ma a saper dare la vita in riscatto per gli altri, così come hai fatto tu.

Donaci il tuo amore, Signore: in te speriamo!
Amen