Commemorazione dei fedeli defunti

Pregando la Parola

Ti penso
e un incommensurabile vuoto mi attanaglia l’anima.
Mi manchi, lo sai,
e nulla potrà occultare questa verità…
Ti ricordo
e un incalcolabile nostalgia mi riempie il cuore.
Ti vorrei ancora accanto
e comprendo che non ho altro modo che percepirti dentro.
Ti voglio
e so che non posso più averti.
Vestendo i lugubri panni di un dolore indicibile
mi aggiro per i meandri della memoria
quasi a torturarmi nel sapermi ancora qui, senza te…
E tutto questo
null’altro può essere che il frutto del mio sguardo
rivolto sul nostro passato…
per il quale, ora, vesto i lugubri panni della mestizia,
avanzo coi passi stanchi del dolore che grava il cuore,
mi smarrisco nella fosca caligine dell’anima
straziata da una ferita mortale
che nulla, quaggiù, potrà mai risanare.
Ma tu, invece,
tu non sei più il mio passato:
tu inabiti il mio futuro.
Tu non sei più ieri,
tu sei il mio domani.
Non devo continuare a voltarmi indiretto
ma debbo imparare a gettare il cuore
oltre l’ostacolo della morte
e spezzare la tenebra dell’assenza
con la luce della tua presenza
che mi chiama a volgermi avanti,
a camminare spedito sulle orme che certo mi condurranno con te, finalmente a Casa;
a vestire l’esultanza per ciò che un giorno sarà
e non per un tempo, più o meno lungo, ma pur sempre fugace,
bensì a quanto sarà in un’unico istante senza tramonto;
a piangere non per quello che siamo stati, l’uno per l’altra,
ma di gioia per ciò che saremo in eterno.
Allora il pensiero si farà preghiera;
la nostalgia, forza;
il ricordo, attrazione;
lo sguardo diverrà contemplazione…
E lo spirito volerà da Colui per il quale fummo, quaggiù, un flebile battito d’ali
e saremo, Lassù, un’unica cosa nella Sua fusione d’Amore
che tutto trasfigura!

Amen