Assunzione di Maria 2021

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore.

Affretta i tuoi passi, o Vergine Maria, come li affrettasti quei giorni mettendoti in viaggio verso le regioni montuose della Giudea. Affretta i tuoi passi verso le brulle e impervie strade di noi, resi tuoi figli per il testamento d’amore del Figlio tuo. Affretta i tuoi passi e soccorrici nelle nostre infermità, come soccorresti Elisabetta nella sua indigenza seppur feconda. Affretta i tuoi passi e portaci la confortante dolcezza della tua presenza e, con essa, la sovrabbondante consolazione dello Spirito. Affretta i tuoi passi e facci sussultare l’anima come, il tuo saluto, fece sussultare il grembo suo. Affretta i tuoi passi e concedici lo stupore che sa meravigliarsi davanti la grandezza dell’umiltà; quella che ti rende ancora ospite delle nostre case nonostante tu sia la Madre del “nostro Signore”. Affretta i tuoi passi come li muovesti nella danza del magnificat, affinché sappiamo imitarti nel lodare Iddio per l’agire Suo nella vita nostra. Affretta i tuoi passi come nei giorni del parto, perché possiamo comprendere che la gestazione dell’uomo nuovo non può sottrarsi alla solerzia del cuore oltre che dell’anima. Affretta i tuoi passi come nel fuggire in Egitto, cosicché comprendiamo che è necessario fuggire i pericoli che minacciano l’essere nuove creature. Affretta i tuoi passi come ogni giorno facevi a Nazareth, recandoti alla fonte, perché noi pure non tergiversiamo mai nell’attingere alla sorgente della Grazia. Affretta i tuoi passi come li affrettasti sul Golgota per partecipare della croce del tuo Figlio e dacci la forza di affrettarci nel saper rendere le nostre croci partecipi della Sua. Affretta i tuoi passi – ci piace pensarlo – come li affrettasti nella notte del sabato santo aspettando, con speranza, l’aurora del giorno nuovo senza tramonto; affretta i tuoi passi e dacci la speranza che non demorde pure nelle nostre notti oscure, ove la morte sembra voler essere l’ultima parola. Dacci di perseverare nella speranza contro ogni speranza contraria! Affretta i tuoi passi come li affrettasti con gli apostoli agli albori della Chiesa nascente e concedi a noi pure, come facesti con loro, la rassicurante certezza del tuo ausilio fino al giorno di Cristo Signore. Affretta i tuoi passi come rapido fu il tuo esser assunta alla gloria del Cielo, imparando a restare ancorata ogni istante, all’umana storia, con la carità. Affretta i tuoi passi e donaci di affrettarci con te, rimirando la Patria eterna ove regni qual termine ultimo d’ogni umana attesa col tuo Figlio e Signore: sarà gioia eterna, sarà Paradiso.

Amen