Ascensione del Signore – anno C 2022

Pregando la Parola

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Parola del Signore.

Cosa ci sarà mai da festeggiare, Signore Gesù, nella tua “partenza” per la casa del Padre?
Ora sappiamo perché tutto và a “rotoli”: Te ne sei andato!
Certo, come promesso, sei prontamente tornato a noi col dono dello Spirito, ma quanto grande la nostra responsabilità nel vanificare o far fruttificare la Sua presenza in noi.
Invece se Tu fossi rimasto, se avessi continuato a risiedere tra noi, risorto tra morti, allora…forse…probabilmente…
Folli e inconsistenti considerazioni da immaturi discepoli che non vogliono comprendere la grandezza del tuo dono, da una parte, e della responsabilità adulta, dall’altra, che ne scaturisce.
Era necessario il tuo attraversare i Cieli ed entrare nella dimora eterna, tanto quanto la tua morte e resurrezione.
Necessario perché noi avessimo la “serena fiducia che, dove tu sei, saremo un giorno anche noi” necessario perché avessimo chiaro l’orizzonte del nostro cammino, la méta del nostro peregrinare, l’obiettivo di gloria del nostro spenderci per il Regno.
Necessario perché noi potessimo contare sulla tua intercessione dalla destra del Padre, “garante della perenne effusione dello Spirito”.
Necessario perché s’accendesse in noi il desiderio di raggiungerTi, imitando il tuo “ascendere” attraverso il continuo discendere nella storia dell’uomo – ogni uomo, reso nostro fratello -.
Ascendere, discendendo come te per elevare alle prospettive di Dio, alle quote della Grazia, al respiro sublime dell’Amore.
Grazie, Signore Gesù, perché ci reputi degni – nonostante la nostra pochezza, o forse proprio per essa – di testimoniarTi fra gli uomini, partendo dalle nostre relazioni più prossime, dalle nostre case, dalle nostre comunità.
Grazie perché ci inviti a lavorare per il Regno, sporcandoci le mani nella storia, non rimirando supinamente e beatamente i Cieli sereni, ma sforzandoci di vedere il tuo volto nei lineamenti “contraddittori” del prossimo e tenendo, tuttavia, il cuore fisso laddove Tu ci attendi, ci attrai, ci sostieni: nel Santuario eterno “non fatto da mani d’uomo”, che è il cuore stesso della Trinità dove “l’uomo è innalzato, con Te, nella gloria”!

Amen